Impianti di scorrimento

Un sistema di distribuzione irrigua praticato dal Consorzio è rappresentato dall'alimentazione dei canali consorziali tramite derivazioni da C.E.R. con gruppi di pompaggio o con azionamento di paratoie. Una volta immessa nei canali, l'acqua vi viene fatta scorrere a gravità sfruttandone la pendenza. Tale sistema è, quindi, praticabile nei soli canali o tratti di canale posti a valle del C.E.R., lungo i quali sono collocate opere di regimazione, aventi la funzione di mantenere il tirante minimo d'acqua necessario per consentire le derivazioni da parte delle aziende agricole.

I canali alimentati con acqua del C.E.R. hanno, in massima parte, una duplice funzione: una, primaria, di scolo ed una, accessoria, di irrigazione. In tal caso, essi sono qualificati anche come canali ad uso promiscuo. Nel comprensorio della Romagna Occidentale, i canali ad uso promiscuo hanno uno sviluppo lineare di circa 400 Km. Questa cifra dà l'idea del notevole impegno profuso dall'organizzazione consortile nell'assicurare la distribuzione irrigua tramite canali.

La primaria funzione di scolo di tali opere comporta, infatti, la necessità di vigilare costantemente sul mantenimento delle condizioni di sicurezza idraulica. Tra i vettori irrigui tenuti in esercizio con derivazione da C.E.R., c'è il canale Naviglio Zanelli, che percorre, in direzione da sud a nord, la dorsale del comparto idraulico Fosso Vecchio tra il Senio ed il Lamone. Esso non è compreso nell'elenco dei canali consorziali, essendo di proprietà del Comune di Faenza.
Viene, comunque, affidato alla gestione del Consorzio proprio per finalità di distribuzione irrigua, a fronte dell'impegno ad eseguire interventi di manutenzione periodica.
Altri vettori non consorziali, alimentati con acqua del C.E.R., sono i fiumi Senio e Lamone, la cui gestione compete alla Regione. Soprattutto nei confronti del Senio, l'azione di impinguamento con acqua del C.E.R., oltre ad assolvere ad una funzione irrigua, svolge un ruolo importante nell'assicurare un deflusso vitale nei mesi più siccitosi.

La mappa

Mappa degli impianti di scorrimento

Nel territorio del Comune di Ravenna è attiva una canaletta irrigua aerea in cemento armato vibrato, che viene alimentata a gravità tramite un prelievo da un desabbiatore in gestione al Consorzio di II grado per il C.E.R.. Essa ha una lunghezza di 5 Km e serve un bacino di 750 ha nei pressi di Mandriole e Casalborsetti.

Un'eccezione rispetto al sistema di canali alimentati con derivazioni da C.E.R. è, in parte, rappresentata dal Canale dei Molini di Castelbolognese, Lugo e Fusignano, opera risalente al XIV secolo, che percorre, in direzione da sud a nord, la dorsale del comparto idraulico Canal Vela tra il Santerno ed il Senio. Esso ha origine in località Tebano, al confine tra i Comuni di Castelbolognese e Faenza, presso una chiusa - o traversa - nel Senio. Al termine del suo percorso, sfocia nel Canale di bonifica in destra di Reno. E' alimentato tramite una derivazione in sinistra idraulica del Senio, la cui portata, tuttavia, consente di distribuire acqua soltanto per pochi chilometri, dato anche l'elevato consumo legato alle pratiche agricole altamente idroesigenti, che caratterizzano il territorio circostante al tratto iniziale.

All'intersezione con il C.E.R., avviene un ulteriore impinguamento del canale, a beneficio del restante tratto fino alla foce. Attualmente, con il sistema di distribuzione irrigua tramite canali, vengono servite circa 1.500 aziende agricole per una superficie totale di circa 11.000 ettari.