Irrigazione in collina, il lavoro che non si vede

Irrigazione in collina, il lavoro che non si vede: operatori h24, mille aziende agricole e oltre 3 milioni di metri cubi d’acqua derivata

Rossano Montuschi, responsabile dell’Area Montana del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, racconta a Video Regione la stagione irrigua 2026: gestione degli invasi, interventi fuori orario, reperibilità e un’organizzazione al servizio di circa mille aziende agricole.

Dietro ogni metro cubo d’acqua distribuito ci sono infrastrutture, tecnologie e, soprattutto, persone. La stagione irrigua 2026 nel territorio collinare della Romagna occidentale ha richiesto un impegno costante da parte del personale consortile, chiamato a gestire impianti complessi in un contesto di crescente variabilità della disponibilità idrica.

Nell’intervista rilasciata a Video Regione, Rossano Montuschi, responsabile dell’Area Montana del Consorzio, racconta come è stata affrontata la stagione irrigua, quali difficoltà sono emerse e perché il presidio quotidiano delle infrastrutture rappresenta un servizio essenziale per l’agricoltura e per la tutela del territorio.

Quali sono state le principali difficoltà della stagione irrigua 2026?

Le stagioni irrigue richiedono un’attenzione sempre maggiore, soprattutto nelle aree collinari, dove la disponibilità d’acqua può diventare critica e la gestione degli invasi interaziendali è particolarmente complessa.

Nel corso della stagione è stato necessario effettuare continue verifiche e manovre per ottimizzare l’utilizzo delle risorse disponibili, spostando volumi d’acqua tra gli invasi e adattando la gestione degli impianti alle esigenze delle aziende agricole.

L’obiettivo è stato quello di garantire la continuità dell’irrigazione, preservando le riserve idriche e affrontando le difficoltà legate alla disponibilità d’acqua nei corsi d’acqua.

Quanta acqua è stata distribuita e quante aziende agricole sono state servite?

Nel comprensorio collinare compreso tra i fiumi Lamone e Santerno, durante la stagione sono stati derivati oltre 3 milioni di metri cubi d’acqua, accumulata negli invasi e destinata all’irrigazione di circa 1.000 aziende agricole.

Numeri che raccontano l’importanza delle infrastrutture irrigue per il mantenimento delle produzioni agricole in territori nei quali le condizioni operative sono più difficili rispetto alla pianura.

Quante persone lavorano per garantire questo servizio?

La gestione della stagione irrigua si basa su un’organizzazione che integra attività sul territorio e coordinamento tecnico-amministrativo.

Circa dieci operatori sono impegnati sul campo per seguire gli impianti, effettuare le manovre necessarie e intervenire in caso di problemi. A loro si affianca il personale degli uffici, che mantiene i rapporti con le aziende agricole e coordina le esigenze degli utenti con le possibilità operative delle infrastrutture.

Un lavoro di squadra nel quale ogni funzione è fondamentale per garantire un servizio continuo ed efficiente.

L’acqua è disponibile anche durante la notte e nei giorni festivi?

Le tecnologie adottate consentono alle aziende agricole di utilizzare gli impianti irrigui 24 ore su 24, organizzando l’irrigazione in funzione delle proprie necessità.

Questa disponibilità richiede però un’attenta organizzazione del personale consortile.

Durante i periodi di utilizzo più intenso si rendono necessari interventi di manutenzione, regolazioni e manovre anche al di fuori del normale orario di lavoro. Nella stagione appena trascorsa, gli operatori sono stati impegnati anche nelle ore serali e nelle prime ore del mattino.

Il servizio è sostenuto inoltre da un sistema di reperibilità durante i fine settimana e le giornate festive, che permette di intervenire quando necessario riducendo al massimo il fermo dell’impianto irriguo

Quali interventi straordinari sono stati necessari durante l’estate?

Uno degli aspetti più impegnativi ha riguardato la gestione coordinata degli invasi.

Grazie ai collegamenti tra le infrastrutture, è stato possibile trasferire acqua da un impianto irriguo  all’altro anche a distanze di 7-10 chilometri, per rispondere alle necessità delle diverse aree agricole.

Queste operazioni hanno richiesto la gestione di motopompe, pompe e generatori, oltre a un costante controllo delle riserve idriche.

In alcune giornate, la possibilità di prelevare acqua dai corsi d’acqua è risultata limitata. In queste condizioni, la disponibilità delle riserve accumulate e la capacità di trasferirle dove erano maggiormente necessarie sono state determinanti.

Le difficoltà della stagione hanno compromesso l’irrigazione delle colture?

Nonostante le criticità, gli impianti irrigui consortili sono rimasti operativi, senza interruzioni generalizzate del servizio dovute all’esaurimento delle risorse.

Le aziende servite dalle infrastrutture hanno potuto proseguire le attività irrigue, comprese quelle relative a colture particolarmente esigenti in termini di disponibilità idrica.

Tra queste figura il kiwi, una delle produzioni caratteristiche del territorio, la cui stagione irrigua si prolunga fino all’autunno.

Cosa insegna questa stagione e perché è importante continuare a investire?

La prima considerazione riguarda il valore del lavoro di squadra. La continuità del servizio dipende dal coordinamento tra uffici, personale tecnico, operatori sul territorio e aziende agricole.

Negli ultimi 25 anni il Consorzio ha realizzato investimenti per 51 milioni di euro nelle infrastrutture irrigue collinari, contribuendo a rendere disponibile l’acqua anche nelle stagioni più difficili.

Ma il significato di questi investimenti va oltre l’irrigazione.

Garantire acqua alle aziende agricole significa contribuire alla loro permanenza nelle aree collinari, sostenere produzioni di valore e favorire il presidio di territori fragili, nei quali l’abbandono delle attività agricole può aggravare le condizioni di dissesto.

La prospettiva indicata da Montuschi è quella di continuare a investire anticipando, per quanto possibile, le crisi idriche, anziché intervenire soltanto quando le difficoltà si manifestano.

Il lavoro del Consorzio riguarda soltanto l’irrigazione?

No. Accanto alla gestione irrigua, il Consorzio è impegnato anche negli interventi di manutenzione e ripristino dei corsi d’acqua, particolarmente rilevanti dopo gli eventi alluvionali che hanno interessato il territorio.

Sono attività che richiedono un rapporto costante con aziende agricole, proprietari frontisti e comunità 

locali, e che contribuiscono a rendere più visibile il ruolo del Consorzio nella gestione e nella tutela del territorio.

L’intervista a Rossano Montuschi è stata realizzata da Video Regione nell’ambito della trasmissione “Fatti e Opinioni”.

Guarda l’intervista integrale: 

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