Lugo si illumina di tricolore per l’acqua e il territorio
Giovedì 12 marzo la sede del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale partecipa all’iniziativa nazionale promossa da ANBI
Per il secondo anno consecutivo l’Italia si illumina di tricolore per richiamare l’attenzione sul valore strategico delle opere di bonifica e della gestione dell’acqua.
In tutta la Penisola alcuni impianti idraulici e luoghi simbolo della grande infrastruttura idraulica nazionale saranno illuminati con i colori della bandiera italiana.
Anche il nostro Consorzio aderisce all’iniziativa, illuminando nuovamente la propria sede centrale nella caratteristica Piazza Savonarola, nel cuore del centro storico di Lugo.
L’accensione è prevista per le 19.30 di giovedì 12 marzo e le luci rimarranno accese fino alle prime ore dell’alba.«In un momento storico segnato da nuove tensioni e conflitti – dal Medio Oriente all’Ucraina, senza dimenticare le tante guerre che continuano a colpire popolazioni e territori in diverse aree dell’Africa – anche un gesto simbolico può assumere un significato importante» sottolinea il Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Antonio Vincenzi. «Illuminare con il tricolore la nostra sede e, idealmente, le opere della bonifica significa ricordare che l’acqua, la cura del territorio e la sicurezza delle comunità sono beni preziosi che uniscono le persone e guardano al futuro. La bonifica nasce proprio da questo: dalla capacità di collaborare, di prendersi cura della terra e di costruire condizioni di vita migliori. È un messaggio di responsabilità ma anche di speranza, che oggi vogliamo condividere con tutto il nostro territorio».
L’iniziativa, promossa da ANBI – Associazione Nazionale Consorzi di gestione e tutela del territorio e delle acque irrigue – intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei decisori istituzionali sulla necessità di avviare con urgenza piani strategici fondamentali per la sicurezza, la vita e lo sviluppo del Paese, a partire dagli interventi infrastrutturali e dalla manutenzione del territorio.
«Ora che le reti idriche sono un inumano bersaglio di guerra, sarà soprattutto un messaggio di pace, quello affidato alle idrovore, ma anche agli impianti idraulici, che torneranno a illuminarsi di tricolore, in tutta Italia», sottolinea Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI.
«Se da un lato è la critica congiuntura internazionale a preoccupare, dall’altro è l’incedere della crisi climatica a non concedere tregua, come dimostrano i ripetuti fenomeni meteo estremi, registrati lungo la Penisola – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – È purtroppo solo nelle emergenze che percepiamo l’indispensabile centralità di elementi come acqua, aria, cibo, ambiente, ma è nel lavoro quotidiano e nella programmazione, che costruiamo il nostro futuro».
Ufficio stampa Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale:
Pierluigi Pap
Lavaggi dei canali a Savarna e Mandriole: come il Consorzio garantisce acqua dolce contro la salinità
Ogni anno, all’avvio della stagione irrigua, il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale mette in campo una complessa operazione idraulica nei territori di Savarna, Mandriole e Sant’Alberto.
Si tratta dei cosiddetti “lavaggi dei canali”, una pratica tecnica fondamentale per contrastare la salinità e garantire acqua dolce a circa 7.000 ettari di territorio retrodunale.Perché servono i lavaggi dei canali?
I canali Canalone, Rivalone e Trasversale si trovano nella parte più prossima alla linea di costa. Qui l’acqua può presentare livelli elevati di salinità.
La salinità può essere di due tipi:
- da cloruri, legata all’ingressione di acqua salmastra;
- da solfati, legata alla natura pedologica dei suoli.
Entrambe rappresentano un limite per molte colture agrarie.
Come funziona tecnicamente il lavaggio?
L’operazione, semplificando, consiste in:
- abbassamento delle paratoie presso il ponte Chiavica di Mandriole;
- derivazione di acqua dolce dal Destra Reno;
- monitoraggio continuo tramite sonde multiparametriche,
- operazioni ripetute di carico e scarico della rete.
L’obiettivo è portare la conducibilità elettrica dell’acqua intorno ai 1000 microsiemens/cm, valore compatibile con la maggior parte delle colture irrigue.
Non solo acqua: equilibrio tra falda e canale
Il lavaggio serve a stabilizzare l’equilibrio tra:
- falda freatica ipodermica (nei primi 3 metri dal piano campagna)
- livello dell’acqua nei canali
Questo equilibrio è decisivo per prevenire fenomeni di risalita salina e per mantenere condizioni agronomiche favorevoli.
La gestione della salinità da solfati
In molte aree, soprattutto in destra idraulica, quindi a sud, il problema è legato alla presenza di solfati nei suoli.
Per le aziende agricole l’unico modo per ridurne l’impatto è attraverso la sovra-irrigazione con acqua dolce, cioè adacquamenti a volumi maggiori rispetto a quelli irrigui ordinari che permettono il dilavamento dei sali.
Senza acqua dolce, questa strategia agronomica sarebbe impossibile.I benefici per il territorio e per i contribuenti
Questa attività di “lavaggi” unita al carico di acqua dolce all’interno dei canali consorziali per l’intera stagione irrigua:
- rende coltivabili territori altrimenti compromessi;
- aumenta il valore fondiario;
- consente colture di alto pregio (sementi, orticole, frutticole, varietà club);
- migliora la qualità ambientale;
- favorisce un equilibrio paesaggistico stabile;
- contrasta l’avanzamento del cuneo salino.
È un esempio concreto di come bonifica e irrigazione, integrate, generino valore economico totale per il territorio.
Un presidio tecnico continuativo
I lavaggi non sono un intervento straordinario, ma una gestione strutturale che accompagna l’intera stagione irrigua, da marzo a ottobre.
Un lavoro complesso, pianificato e monitorato dal Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nella tutela dell’agricoltura costiera.

Presidi idraulici: un patrimonio di tutti da conoscere e rispettare
Nei giorni scorsi ANBI ha richiamato l’attenzione sul tema della tutela dei presidi idraulici, infrastrutture fondamentali per la sicurezza dei territori e delle comunità.
Anche nel comprensorio del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, impianti idrovori, paratoie, canali e casse di espansione costituiscono un sistema diffuso che lavora ogni giorno, spesso in modo invisibile,
per garantire equilibrio idraulico e protezione del territorio.La sicurezza idraulica non è solo una questione tecnica, ma anche culturale
La tutela del territorio non si esaurisce nell’efficienza delle opere o nella capacità ingegneristica.
È prima di tutto una cultura della responsabilità condivisa.Un episodio recente avvenuto presso l’idrovora Zuccona, in Veneto, è stato definito da ANBI “emblematico per la sproporzione tra il modesto valore economico del danno e il rischio potenziale generato per la popolazione”.
Per l’asportazione di materiale di valore limitato, un presidio idraulico è rimasto fuori servizio per oltre un giorno, esponendo un’ampia area territoriale a possibili criticità in caso di maltempo.Non è il danno economico in sé a preoccupare, ma la vulnerabilità temporanea di un sistema che tutela case, campagne e infrastrutture basato su un equilibrio costruito su competenze, monitoraggio e prevenzione .
Cultura della cura
Rispettare un manufatto idraulico, evitare utilizzi impropri delle aree circostanti, segnalare tempestivamente anomalie significa contribuire concretamente alla sicurezza collettiva.
Le infrastrutture idrauliche non sono strutture lontane dalla vita quotidiana: sono parte integrante del paesaggio e della protezione del territorio.
Per questo il Consorzio invita a considerarle per ciò che sono: beni comuni che richiedono attenzione, conoscenza e rispetto.La sicurezza del territorio è il risultato di competenza tecnica, presidio costante e partecipazione consapevole.
Nell’immagine di copertina l’impianto fotovoltaico alle Buche Gattelli di Lugo.
Parco Millegocce: un’opera per la sicurezza idraulica di Alfonsine
In un territorio come quello di Alfonsine, storicamente fragile dal punto di vista idraulico, la gestione dell’acqua non è un tema teorico: è una responsabilità quotidiana.
Il Parco Millegocce nasce proprio con questo obiettivo: contribuire alla sicurezza del centro abitato attraverso una funzione di laminazione e regolazione delle acque meteoriche.Non si tratta di un’opera risolutiva rispetto a ogni evento estremo. Nessuna infrastruttura, da sola, può eliminare completamente il rischio idraulico.
Si tratta però di un tassello importante di un sistema più ampio di prevenzione.Cosa fa concretamente il Parco Millegocce
In caso di precipitazioni intense:
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raccoglie temporaneamente grandi volumi d’acqua;
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riduce la pressione sui canali di scolo;
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contribuisce alla sicurezza idraulica del centro abitato.
È un’opera progettata per aumentare la resilienza del territorio in un contesto in cui i cambiamenti climatici stanno modificando la frequenza e l’intensità degli eventi meteorologici.
Bonifica e valorizzazione del territorio
L’intervento dimostra come la moderna bonifica non significhi solo gestione della rete idraulica, ma anche:
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riqualificazione urbana;
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creazione di spazi naturali fruibili;
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miglioramento della qualità della vita.
Il parco è oggi uno spazio vissuto dalla comunità: un luogo di passeggio, incontro ed educazione ambientale.
Un modello per il futuro
Il Parco Millegocce è un esempio di pianificazione integrata: prevenire il rischio idraulico e allo stesso tempo restituire valore al territorio.
Il Consorzio della Bonifica della Romagna Occidentale continua a investire in soluzioni che uniscono sicurezza, sostenibilità e attenzione alla comunità, consapevole che la gestione dell’acqua è una responsabilità condivisa e strategica per il futuro.
Per approfondire i dettagli tecnici della cassa di espansione di Alfonsine, Parco Millegocce, seguire questo link

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Brinate invernali e primaverili: un rischio crescente per l’agricoltura
Andrea Fabbri ne illustra le caratteristiche e spiega il ruolo del Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale nella prevenzione e nella gestione.
Brinate invernali e primaverili: cosa cambia e perché oggi sono più critiche:
Le brinate non sono tutte uguali. Tradizionalmente si distinguono due tipologie principali:
- Brinate o gelate invernali, legate all’arrivo di masse d’aria fredda (gelate per avvezione), spesso provenienti dall’area balcanica e accompagnate da venti freddi di nord-est. Nel territorio della Romagna Occidentale queste gelate si verificano normalmente nella prima parte di marzo, in un momento particolarmente delicato per colture come albicocco e susino, spesso già in fase di fioritura.
- Brinate o gelate primaverili, dovute invece alla perdita di calore del suolo per irraggiamento nelle ore notturne, tipiche della seconda metà di marzo e del mese di aprile.
Oggi, però, il cambiamento climatico ha reso questo schema sempre meno prevedibile. Negli ultimi anni si osservano gelate per irraggiamento già a inizio marzo e, al contrario, gelate per avvezione anche in piena primavera. Questa “mescolanza delle carte” aumenta il rischio per le colture e rende necessaria una capacità di adattamento tecnica e organizzativa sempre maggiore.
Un fenomeno sempre più imprevedibile
La gelata primaverile è particolarmente insidiosa perché può evolvere rapidamente nel corso della stessa notte: una prima fase caratterizzata da aria fredda in ingresso può essere seguita da una gelata per irraggiamento nelle ore successive.
Questa imprevedibilità rende fondamentale una lettura attenta delle condizioni meteo e una gestione tempestiva delle risorse disponibili.Il ruolo del CBRO nella gestione del rischio gelo
In questo contesto, il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale svolge un ruolo centrale. Il suo compito non è sostituirsi alle aziende agricole, ma mettere a disposizione le infrastrutture e le competenze necessarie per una gestione efficace del rischio:
- distribuzione della risorsa idrica attraverso la rete di canali ad uso promiscuo, anche con funzione antibrina;
- dialogo diretto con le imprese agricole e con le cooperative di servizio che progettano e realizzano gli impianti;
- messa a sistema delle conoscenze idrauliche, territoriali e agronomiche.
Affrontare il tema delle brinate con un approccio di sistema è fondamentale: solo così è possibile bilanciare correttamente domanda e offerta di acqua, evitando interventi isolati e potenzialmente inefficaci.
Assistenza tecnica e operativa: dalla previsione alla gestione della rete
Il supporto del CBRO alle aziende si concretizza innanzitutto nella gestione preventiva della rete idrica.
Grazie a un rapporto costante con il Servizio Agro-Meteo-Climatico della Regione Emilia-Romagna e all’esperienza dei tecnici consortili, il Consorzio è in grado di interpretare le previsioni e anticipare le criticità.Per garantire l’efficacia degli impianti antibrina, spesso è necessario caricare la rete già nelle ore centrali della giornata, prima ancora che le previsioni ufficiali diventino pienamente attendibili. In questa fase entra in gioco l’esperienza diretta dei tecnici del Consorzio, che conoscono a fondo il territorio e il funzionamento delle infrastrutture.
Supporto nella scelta degli impianti antigelo
Quando un’azienda valuta l’installazione di un sistema antigelo, il CBRO fornisce un supporto tecnico basato su un confronto diretto.
In funzione delle caratteristiche della rete consortile (portata, disponibilità idrica, posizione aziendale), il Consorzio può consigliare la soluzione più compatibile ed efficace, lasciando comunque la decisione finale all’azienda.La conoscenza del territorio è un elemento decisivo: solo attraverso il censimento delle aziende, la conoscenza dei canali e delle condizioni di esercizio della rete è possibile offrire un servizio realmente adeguato alle esigenze produttive.
Le principali tipologie di sistemi antigelo
Nel contesto romagnolo, le soluzioni più diffuse per la difesa dalle gelate sono:
- bruciatori e candele di paraffina;
- ventilatori;
- irrigazione con funzione antibrina.
Tra queste, ventilazione e irrigazione antibrina sono oggi le tecniche più utilizzate, anche se differiscono per efficacia, costi e impegno operativo richiesto alle aziende.
Più che errori di progettazione, le criticità emergono spesso nella fase di utilizzo, in particolare nel corretto timing di attivazione degli impianti, che dipende dall’evoluzione della gelata.Questa assistenza operativa di dettaglio è generalmente fornita dalle cooperative di servizio, attraverso reti di centraline meteo e sistemi di supporto alle decisioni.
Finanziamenti: un’opportunità da cogliere
Per sostenere gli investimenti in impianti antigelo, sono disponibili diversi strumenti di finanziamento pubblico, in particolare:
- Programmi di Sviluppo Rurale (PSR);
- misure OCM.
Questi canali consentono di coprire fino al 70% dell’investimento con risorse pubbliche, lasciando il restante 40% a carico dell’azienda.
Il CBRO non accompagna direttamente le aziende nella presentazione delle domande, attività svolta dal mondo sindacale agricolo, ma svolge un ruolo imprescindibile rilasciando le dichiarazioni di disponibilità della risorsa idrica,
requisito fondamentale per accedere ai contributi.Prevenzione e programmazione: la chiave per il futuro
Difendersi dalle brinate non può essere un’azione emergenziale. La programmazione anticipata è essenziale, soprattutto considerando che nei prossimi anni si prevede un ulteriore aumento degli investimenti in impiantistica antibrina.
Un coordinamento tra Consorzi di Bonifica, aziende agricole, cooperative di servizio e Regione sarà sempre più importante per:- orientare gli investimenti dove la risorsa idrica è effettivamente disponibile;
- migliorare i sistemi informativi e previsionali;
- rendere le misure di finanziamento sempre più aderenti alle esigenze del territorio.
Cassa di Espansione del Canale dei Mulini: intervista a Andrea Fabbri
Il 22 maggio 2025, a Castel Bolognese, è stata inaugurata la nuova cassa di espansione del Canale dei Mulini, un’opera strategica che coniuga sicurezza idraulica, valorizzazione ambientale e coinvolgimento della comunità locale.
Un intervento pensato per la sicurezza e l’ambiente
Andrea Fabbri, Capo Settore Attività Agro-Ambientali del Consorzio, ha illustrato gli obiettivi principali del progetto:
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Bosco igrofilo: la creazione di un bosco adattabile a un contesto con presenza variabile di acqua, contribuendo alla biodiversità locale.
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Fitodepurazione: l’implementazione di un sistema naturale per il trattamento delle acque fluviali, migliorandone la qualità e rendendole idonee anche per l’uso irriguo.
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Biodiversità: la promozione di un equilibrio ecologico tra popolazioni vegetali e animali, in armonia con il territorio circostante.
Un’opera integrata nel paesaggio
La cassa di espansione si estende su una superficie di 6,5 ettari e ha una capacità di contenimento di 143.000 metri cubi d’acqua. Realizzata con un investimento complessivo di 3,3 milioni di euro, l’opera è stata finanziata dalla Regione Emilia-Romagna e si inserisce in un contesto di recupero ambientale e tutela del paesaggio
Partecipazione e educazione ambientale
Il progetto ha previsto anche il coinvolgimento delle comunità locali, con attività di formazione e sensibilizzazione rivolte a scuole e istituzioni. L’obiettivo è rendere la cassa di espansione un “bene comune”, valorizzato e condiviso dalle future generazioni
Un modello per il futuro
La cassa di espansione del Canale dei Mulini rappresenta un esempio virtuoso di come la gestione delle risorse idriche possa integrarsi con la tutela ambientale e la partecipazione della comunità.
Per approfondire ulteriormente, puoi guardare l’intervista completa ad Andrea Fabbri:
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Acqua da mangiare 2023
Ritornano gli appuntamenti con il progetto didattico, organizzato da tutti i Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna, ANBI regionale e CER – Canale Emiliano Romagnolo, che ha come obiettivo principale l’approfondimento delle tematiche legate a sostenibilità ambientale, alimentare e sociale, partendo dal ruolo fondamentale svolto dall’acqua. Argomenti quanto mai attuali considerando il lungo periodo di siccità che sta attraversando il nostro territorio (e l’Italia intera).
Mercoledì 15 febbraio un workshop per 2 classi del Liceo Scientifico G. Ricci Curbastro di Lugo.
In qualità di relatori interverranno: Raffaella Zucaro, coordinatrice di ANBI Emilia-Romagna, Antonio Vincenzi, Presidente del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Pierluigi Randi, tecnico meteorologo certificato – Presidente associazione Ampro, Paola Silvagni, Capo Settore Progettazione del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Andrea Fabbri, Capo Settore Attività Agro-Ambientali del Consorzio di bonifica, che modererà anche l’incontro, Margherita Dall’Asta, Docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza, Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali, Silvia Lanconelli, responsabile comunicazione social.
Successivamente al workshop gli studenti del Liceo, supportati dalla social manager Silvia Lanconelli e dai docenti, avranno l’opportunità di diventare editor di contenuti pubblicando post informativi e divulgativi sulle pagine Facebook e Instagram di “Acqua da Mangiare”.
Inoltre, gli studenti parteciperanno anche al monitoraggio sull’atteggiamento degli adolescenti nei confronti del cibo e delle modalità con cui si rapportano quotidianamente all’alimentazione. Monitoraggio curato scientificamente dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Piacenza e dal Crea – Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria.
Acqua da mangiare è patrocinato da: Regione Emilia-Romagna, Ufficio Scolastico Regionale, Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po, Aipo (Agenzia Interregionale per il Po), Anci Emilia-Romagna, Uncem (Unione Nazionale dei Comuni e delle Comunità Montane), Coldiretti Emilia-Romagna, Cia Emilia-Romagna, Confagricoltura Emilia-Romagna e presidio Slow Food Emilia-Romagna.
CONCORSO A PREMI “ACQUA E TERRITORIO” – X EDIZIONE
ANBI – Emilia Romagna ed il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale hanno indetto un concorso a premi “Acqua e Territorio” rivolto alle classi delle scuole primarie e secondarie di primo grado che rientrano nel comprensorio del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale.
Il tema della 10^ edizione è: “IN VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLA BIODIVERSITÀ, LUOGHI E RICCHEZZA DI BONIFICA – Promuovi il tuo territorio con un video che valorizzi il ruolo dell’acqua e le attività’ dei Consorzi di bonifica che migliorano il tuo ambiente”.
Gli alunni, con il supporto degli insegnanti e i tutor dei Consorzi, dovranno realizzare un video per promuovere le eccellenze che rendono il nostro territorio di bonifica attrattivo per i turisti ambientali – italiani e stranieri – il cui movente principale è la natura. Obiettivo è mettere in evidenza la ricchezza e le suggestioni del paesaggio generato dalla presenza delle opere di bonifica (casse d’espansione, canali, invasi, riserve idriche e aree naturalistiche…).
Ogni progetto deve essere presentato attraverso una documentazione di immagini video (nuovi cortometraggi, filmati storici, slidershow di foto o disegni assemblati e realizzati con programmi per Windows) e non deve superare i 3 minuti.
Termini di presentazione – Il materiale prodotto dalle scuole deve essere inviato entro e non oltre il 21 marzo 2018 al Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale, Piazza Savonarola n. 5, 48022 Lugo (RA), tel. 0545/909506, e-mail consorzio@romagnaoccidentale.it
Per saperne di più e per conoscere quali sono i premi riservati alle classi vincitrici è possibile scaricare il bando completo e il modulo liberatoria.
Link al video di presentazione: https://www.youtube.com/watch?v=0Y2yE7eOWsI
PER L’ACQUA CHE SCENDE O CHE SALE C’È SEMPRE UN CANALE – Anno Scolastico 2017/2018
ANBI-Emilia Romagna in collaborazione con il Consorzio di Bonifica della Romagna Occidentale, promuove un Progetto Formativo di animazione teatrale rivolto alle scuole Primarie (terze, quarte e quinte) e Secondarie di Primo Grado.
Tale progetto si prefigge lo scopo educativo di accrescere nei ragazzi la consapevolezza ambientale sensibilizzandoli sulla necessità di tutelare il territorio e sulle problematiche relative ai cambiamenti climatici e all’urbanizzazione.
La modalità di approccio scelta, diretta, semplice e divertente, si inserisce nel quadro delle iniziative di comunicazione del Consorzio di bonifica, che si propone di far conoscere ai giovani la sua storia, la sua attività e le opere che svolge.
Ogni spettacolo, della durata di circa un’ora, si tiene di norma a due classi. In caso di spazi sufficientemente ampi, si può estendere la partecipazione fino ad un massimo di tre classi (limite massimo di attenzione).
A cura di Lorenzo Bonazzi attore bolognese che da diversi
anni, con i propri collaboratori, realizza progetti educativi su diverse tematiche legate allo sviluppo sostenibile.MATERIALI – QUADERNO DIDATTICO
“Il nostro territorio è frutto del rapporto continuo e secolare tra le acque, la terra e il lavoro dell’uomo. Il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale ti racconta la storia e l’attualità di questo rapporto”.
Il quaderno didattico Acqua e territorio si rivolge in primis ai ragazzi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. La pubblicazione, 28 pagine a colori dense di immagini e testi molto chiari, verrà distribuita negli istituti del territorio del Consorzio in occasione di incontri e iniziative. Inoltre le scuole interessate ne potranno fare direttamente richiesta.
All’interno del quaderno, ispirato dal presupposto che “l’acqua è la nostra storia, la bonifica il nostro futuro”, si parla di una lotta di milioni di anni tra acque e montagne, di fiumi ribelli, poi addomesticati dall’uomo, di un territorio instabile, della bonifica della pianura romagnola, della bonifica oggi e delle sfide attuali per la sicurezza idraulica. Acqua e territorio contiene poi diverse schede di approfondimento e proposte operative per le osservazioni dei ragazzi. “Conoscere la storia e l’evoluzione dei luoghi in cui viviamo – sottolinea il presidente Alberto Asioli nella sua presentazione – è importante non solo per comprendere le nostre radici, ma anche per capire che molto del benessere di oggi è frutto di quanto è stato costruito nel passato. Se accettiamo ciò, è facile intuire come sia nostro dovere fare il possibile per mantenere e possibilmente incrementare il patrimonio che abbiamo ereditato, con la consapevolezza che non ne siamo proprietari, bensì custodi”.
E’ possibile scaricare la versione digitale della pubblicazione.









