Vallata del Santerno: il Consorzio di bonifica fa il punto con i Comuni sui lavori post-alluvione e sulle prospettive per l’irrigazione

Nei giorni scorsi il Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale si è confrontato con le amministrazioni della collina imolese, con un incontro dedicato alla vallata del Santerno.

Per il Circondario Imolese era presente il Direttore Sergio Macagnani, con l’Assessore del Comune di Imola Pierangelo Raffini; per i Comuni della vallata i Sindaci Gabriele Meluzzi (Fontanelice), Mauro Ghini (Borgo Tossignano) e Beatrice Poli (Casalfiumanese). Per l’Agenzia Regionale di Protezione Civile era presente Laura Dalpiaz, mentre per la Regione Emilia-Romagna Nicola Pasi. Per il Consorzio di Bonifica hanno partecipato Rossano Montuschi, Dirigente del Distretto Montano, Gabriele Minardi, Capo Settore Progettazione del Distretto Montano, e Giovanni De Cupis, Direttore dei lavori.

L’incontro ha fatto il punto sui lavori di ripristino dei rii e delle opere danneggiate dagli eventi alluvionali del 2023 e del 2024, con cantieri diffusi su tutte le vallate collinari del comprensorio, comprese le province di Ravenna e Forlì-Cesena, per un importo complessivo di circa 20 milioni di euro. Il completamento di tutti gli interventi è previsto entro la fine del 2027.

Sul territorio del Santerno sono 12 le briglie danneggiate dagli eventi alluvionali, su un totale di 64 opere colpite nell’intero Comprensorio montano del Consorzio. Il patrimonio complessivo censito dal Consorzio nel comprensorio montano conta 5.082 opere di bonifica, tra cui 2.453 briglie in verde o terra, 1.604 briglie in muratura, 523 difese di sponda, 171 drenaggi e 331 ponti. Questo censimento rappresenta la base per valutare la candidatura degli interventi alla cosiddetta Fase 2, la cui segnalazione dovrà essere presentata entro il 15 settembre.

 Ampio spazio è stato dedicato anche al futuro dell’irrigazione nella vallata del Santerno, dove sono già attivi cinque consorzi irrigui – Molino Ospedale, Rondinella, Colline Imolesi, Casale Salato e Bergullo (quest’ultimo in corso di realizzazione) – che coinvolgono complessivamente 192 aziende agricole.

Il Consorzio di bonifica ha illustrato l’ipotesi di verificare la possibilità di ricavare volumi di accumulo a uso irriguo all’interno dell’area potenzialmente individuata dalla Regione per la futura cassa di espansione sul Santerno. Si tratterebbe di una funzione distinta e complementare rispetto allo scopo idraulico della cassa, da approfondire nei prossimi mesi sotto il profilo progettuale e istituzionale. La disponibilità di nuovi volumi d’acqua consentirebbe di rafforzare la resilienza delle aziende agricole della vallata e di ampliare i sistemi di distribuzione irrigua anche a monte dell’abitato di Imola.

«Il quadro dei lavori sui rii resta quello di un programma ampio e pluriennale. Nel Santerno l’elemento ulteriore è la possibilità di mettere in relazione le reti irrigue già presenti con nuovi volumi di accumulo», ha dichiarato Rossano Montuschi, Dirigente del Distretto Montano del Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale. «Le 192 aziende già organizzate nei consorzi irrigui mostrano che esiste una domanda strutturata. L’obiettivo, condiviso con le amministrazioni comunali, è quello di non considerare le opere e le reti come interventi isolati, ma come un sistema territoriale unico, capace di tenere insieme sicurezza idraulica, gestione della risorsa idrica e tenuta dell’agricoltura collinare».

 

Ufficio stampa Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale: Pierluigi Papi

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