Territorio collinare, cantieri e risorsa idrica: il Consorzio incontra i Sindaci
Il punto sugli interventi post-alluvione, il possibile recupero delle briglie danneggiate e le prospettive per rafforzare il sistema irriguo delle vallate. Sono stati questi i principali temi dell’incontro promosso giovedì 27 agosto dal nostro Consorzio nella sede di Faenza, con la partecipazione dei Sindaci e dei tecnici dei territori collinari e montani e di Laura Dalpiaz, ingegnere dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile.
L’incontro è stato l’occasione per condividere lo stato di avanzamento delle attività già avviate e per confrontarsi sulle ulteriori necessità del territorio, a partire dagli interventi resi necessari dagli eventi alluvionali del 2023 e 2024.
Oltre 20 milioni di euro di cantieri sui corsi d’acqua minori
Una parte rilevante delle attività riguarda il ripristino dei corsi d’acqua del reticolo minore, nell’ambito delle convenzioni attivate con la Regione Emilia-Romagna.
I lavori interessano oltre 200 rii nelle vallate del Santerno e del Senio e mobilitano complessivamente circa 20 milioni di euro, con una ventina di imprese impegnate nei cantieri.
Gli interventi sono concentrati nei tratti maggiormente compromessi, dove frane, accumuli di materiale e ostruzioni hanno ridotto la capacità di deflusso delle acque. Le lavorazioni proseguiranno nel corso del 2026 e del 2027.
Sul territorio toscano, dove il Consorzio opera su delega, il programma di interventi puntuali risulta invece ormai prossimo alla conclusione.
Il presidente Antonio Vincenzi ha ribadito durante l’incontro l’importanza della collaborazione con le amministrazioni locali e il ruolo che la sicurezza e la manutenzione della collina e della montagna rivestono non soltanto sotto il profilo ambientale, ma anche per la tenuta economica e sociale del territorio.
Briglie danneggiate: verso la candidatura alla seconda fase dei finanziamenti
Il confronto ha riguardato anche le opere di bonifica presenti lungo il reticolo idrografico.
Nel comprensorio consortile sono censite oltre 5.000 opere, tra briglie, difese di sponda, drenaggi e ponti. Le verifiche effettuate dopo gli eventi alluvionali hanno individuato 64 briglie che presentano danni riconducibili agli eventi del 2023 e 2024:
- 12 nel bacino del Santerno;
- 25 nel Senio;
- 6 nel Lamone;
- 21 nel Marzeno.
Particolare attenzione riguarda anche la parte alta del torrente Samoggia, dove gli eventi hanno prodotto importanti fenomeni di erosione e dissesto.
Il Consorzio e l’Agenzia Regionale di Protezione Civile stanno quindi lavorando alla predisposizione delle segnalazioni da presentare entro il 15 settembre nell’ambito della seconda fase dei finanziamenti commissariali, con l’obiettivo di candidare gli interventi di ripristino delle opere effettivamente danneggiate dagli eventi alluvionali.
Irrigazione, reti e nuovi accumuli per la collina
La parte conclusiva dell’incontro è stata dedicata alla disponibilità della risorsa idrica e allo sviluppo delle infrastrutture irrigue.
Nelle vallate del Senio e del Lamone le reti consortili rappresentano già oggi un’infrastruttura fondamentale per numerose imprese agricole. Nel Senio sono 205 le aziende servite dal sistema, mentre nel Lamone sono 381.
Nel corso dell’estate il Consorzio ha inoltre avviato l’impianto collegato agli invasi delle Colombaie, nell’area di Sarna, consentendo di mettere a disposizione acqua anche in una fase caratterizzata da una disponibilità particolarmente limitata.
Parallelamente è in fase di completamento l’iter autorizzativo relativo a un nuovo programma di investimenti per circa 10 milioni di euro destinato al potenziamento delle reti e delle condotte irrigue, nell’ambito del Piano regionale di sviluppo rurale.
L’obiettivo è aumentare progressivamente la capacità del sistema di accumulare, trasferire e distribuire acqua, riducendo la dipendenza dai prelievi estivi diretti dai corsi d’acqua e rafforzando la capacità di risposta alle situazioni di scarsità idrica.
Le prospettive future
Tra le ipotesi illustrate ai Sindaci rientra anche il possibile recupero dell’ex cava CTF nell’area di Riolo Terme, che potrebbe consentire la realizzazione di un nuovo volume di accumulo stimato in circa 320 mila metri cubi.
Un’ulteriore prospettiva riguarda la possibilità di integrare funzioni di accumulo irriguo nelle future casse di espansione previste lungo il Marzeno e il Lamone.
Progetti che si inseriscono in una strategia più ampia: affiancare agli interventi di ripristino e sicurezza del territorio una programmazione capace di aumentare nel tempo la disponibilità di acqua per l’agricoltura collinare.
L’incontro con i Sindaci rappresenta in questo senso un passaggio di condivisione e coordinamento tra Consorzio, amministrazioni locali e Regione, con l’obiettivo di mettere a sistema esigenze territoriali, interventi già programmati e future opportunità di finanziamento.









