Il Consorzio di Brisighella - Bonifica Montana del Lamone e del Senio.

Montagna

Il Consorzio di Brisighella - Bonifica Montana del Lamone e del Senio, primo Consorzio di bonifica montana in Italia, fu costituito con decreto del 17 agosto 1917. Esso aveva sede in Faenza. Traeva origine dal "Consorzio pei bacini montani e pei rii Calbane, Chiè e limitrofi" di Brisighella, che, a sua volta, fu costituito come ente morale con regio decreto del 9 agosto 1910. La prima "Assemblea degli Interessati" si svolse il 7 giugno 1911. Il 31 gennaio 1912 fu decisa l'estensione del bacino d'intervento al "Rio di Bo", che fu aggiunto ai due nomi iniziali. Il primo progetto operativo fu presentato al Genio Civile di Ravenna il 10 giugno 1912, per un importo di Lit. 160.000.

L'inizio dei lavori, ripetutamente sollecitato allo scopo di contrastare la grave disoccupazione che, in quell'anno, colpiva la classe dei braccianti, si colloca temporalmente fra l'8 febbraio 1913 e il 30 ottobre 1914. Pur mancando una conferma diretta nella documentazione storica, essendo le convocazioni dell'Assemblea molto distanziate nel tempo, si può desumere che i lavori proseguirono anche durante gli anni della prima guerra mondiale, probabilmente con il ricorso a manodopera non soggetta al richiamo delle armi, anche femminile.

I primi "Tipi normali delle Opere d'arte" sono del 22 settembre 1916 e portano già la nuova denominazione completa del Consorzio, formulata nell'Assemblea del 1 luglio 1917, come "Consorzio dei Bacini Montani in Comune di Brisighella e limitrofi".

Bonifica Montana del Lamone e del Senio
Bonifica Montana del Lamone e del Senio

La denominazione successiva di "Consorzio di Brisighella - Bonifica Montana del Lamone e del Senio" risale alla fine degli anni Quaranta. L'Ente fu incluso nel primo elenco dei consorzi soggetti a trasformazione fondiaria di pubblico interesse (legge 18 maggio 1924, n. 753). Con D.M. n. 8752 del 29 aprile 1929, è stato delimitato nei suoi confini che comprendevano gli interi bacini del Senio e del Lamone a monte della via Emilia.

Classificato di bonifica in base al regio decreto 13 febbraio 1933, n. 215, il comprensorio consortile fu successivamente incluso per intero tra le zone montane considerate aree depresse, ai fini di quanto previsto dalla legge 10 agosto 1950, n. 647 e successive modifiche. Contemporaneamente, con l'entrata in vigore della legge 25 luglio 1952, n. 991, è stata riclassificata montana (con D.M. n. 21 del 14 febbraio 1953) la parte più 'alta del comprensorio ( a sud della "vena del gesso").
Il comprensorio del Consorzio si estendeva nelle province di Firenze, di Forlì e di Ravenna.
Il territorio era delimitato a nord dalla via Emilia, a est dallo spartiacque fra le vallate del Montone e del Marzeno, a sud dalla dorsale dell'Appennino e ad ovest dallo spartiacque fra le vallate del Santerno e del Senio. Erano tre i fiumi principali che solcavano detto territorio da sud-ovest a nord-est e lo dividevano idrograficamente in tre grandi strisce: le vallate del Senio, del Lamone e del Marzeno (affluente in destra del Lamone, nei pressi di Faenza).

L'Ente fu soppresso con deliberazione del Consiglio regionale dell'Emilia-Romagna del 12 novembre 1987, n. 1653 per confluire nel Consorzio di bonifica della Romagna Occidentale.